Tech & AI
L'intelligenza artificiale non pensa. Allora perché ci mette a disagio?
17 marzo 2026
Non temiamo le macchine: temiamo gli specchi. Perché il linguaggio dell'IA attiva i nostri meccanismi di attribuzione di mente, e cosa questo rivela su come costruiamo la presenza dell'altro.

Ogni epoca sviluppa le proprie paure simboliche. La nostra ha scelto l'intelligenza artificiale.
Ma ciò che disturba non è la potenza di calcolo, né la velocità di elaborazione. È qualcosa di più sottile: il fatto che un sistema possa rispondere in modo coerente, contestuale, persino empatico — senza essere una mente.
Questo ci mette a disagio perché tocca un punto sensibile: il modo in cui riconosciamo l'altro.
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