Crisalismi
Crisalismi è lo spazio editoriale di Metamorfia: pensieri clinici in trasformazione, tra psicologia, cura e pratica terapeutica. Una raccolta di riflessioni che osservano i processi mentali mentre prendono forma, si irrigidiscono o cambiano.

Non tutto il dolore chiede la stessa cosa
Ci sono dolori che avvertono, dolori che accompagnano un passaggio, dolori che crescono proprio perché li combattiamo. Prima di chiedersi come farli sparire, conviene chiedersi quale dei tre abbiamo davanti.

Il sentimento è un'emozione che ha preso casa
Un’emozione può essere intensa e durare poco. Un sentimento tende a durare più a lungo e si lega alle esperienze, ai ricordi e al significato che diamo a ciò che viviamo. Per questo, ciò che ci aiuta a calmarci sul momento può non bastare a cambiare quello che proviamo nel tempo.

Il nome di un'emozione si trova da vicino
«Sto male» è spesso il modo più preciso che una persona ha, in quel momento, per descrivere ciò che prova. Può servire tempo per capire meglio quel malessere e trovare le parole per raccontarlo.

Autonomia non vuol dire fare a meno
Molti arrivano convinti che essere autonomi significhi non aver bisogno di nessuno. Chiedere aiuto diventa allora una resa, e il risultato è una vita più stretta. L'autonomia vera assomiglia invece a un repertorio di scelte.

Dove finisce l'umiltà e dove comincia il dubbio
Quando una persona si descrive insicura, vale la pena capire che cosa la porta a dubitare di sé. In terapia possiamo aiutarla a riconoscere quando il dubbio le permette di riflettere e quando, invece, la porta a svalutarsi, a rinunciare o a cercare continue conferme.

Solitudine e vuoto non sono la stessa mancanza
Le sento usare come sinonimi, e non è imprecisione: chi lo fa sta usando l'unica parola che ha. Ma sono due mancanze diverse, e una delle due non ha un nome proprio. Capire quale ho davanti cambia quello che la terapia può offrire.

Finché sono ambivalente sono ancora dentro
Ci hanno insegnato a leggerla come un difetto, e a volerne uscire in fretta. Ma mi fido di più di chi sente due spinte opposte e le regge entrambe. Quello che mi preoccupa è quando smette di sentirle.

La corrente che si stacca dove serviva la luce
Mi è tornata in mente quella sensazione: restare senza parole davanti a qualcuno che ci intimidisce, e ritrovarle tutte dieci minuti dopo. Per anni l'ho sentita raccontare come un difetto. Non lo è.

Lo scarto in cui il desiderio impara ad aspettare
Fra il bisogno che chiede e la risposta che arriva c'è uno spazio. Ho scoperto che è lì, e non nella risposta, che si impara qualcosa.

Consapevolezza, stress, resilienza: un percorso — non tre parole
Tre parole, un percorso: come consapevolezza, stress e resilienza si tengono insieme nel lavoro clinico.

Il parassita silenzioso della depressione
Quando l’evitamento si nutre dell’inazione, della colpa e del senso di incapacità.

La protezione che ferisce
Quando il giudizio su di sé diventa un modo per sentirsi al sicuro.

Una terapia non si misura solo da ciò che toglie
Non avere più ansia, non sentirsi fragili, non avere più certi pensieri. Sono richieste comprensibili, e da sole non bastano: nell'ACT la domanda decisiva è per che cosa valga la pena attraversare una difficoltà.

La conversazione che si guarda mentre accade
A volte la difficoltà non sta in ciò che il paziente racconta, ma nel modo in cui la seduta sta andando. Metacomunicare è fermarsi a guardarlo insieme, senza sapere già che cosa significa.

L'urgenza di rispondere è già un'informazione
Nella DBT la mindfulness non è un modo per calmarsi: è la competenza su cui poggiano tutte le altre. In seduta riguarda anche chi ascolta, e la fretta che sente di dire qualcosa.

Il pronome con cui apriamo la stanza
Darsi del tu o del Lei sembra una convenzione da sbrigare nei primi minuti. È invece la prima cosa che stabilisce a che distanza staremo, e come ogni elemento della relazione può essere ridiscussa.

Quando la sostanza smette di servire al piacere
Si dice che si usino sostanze per stare bene. Vale all'inizio. Poi, in certi percorsi, il motivo cambia del tutto: non si cerca più un guadagno, si copre una mancanza. Distinguere le due cose cambia il trattamento.

Quando parlo di me la stanza cambia centro
Dire qualcosa di sé può avvicinare, oppure spostare il peso della seduta dalla parte sbagliata. Dall'interno la differenza non si vede quasi mai, e non dipende da quanto sono stata sincera.

Rimettere la causa dove la realtà la colloca
Lo usiamo come se fosse una scala di valore: meglio dentro che fuori. Ma non è una virtù, è un apprendimento — e in certe storie era l'apprendimento giusto.

Gestione dello stress nella DBT: dalla mappa personale alla regolazione
Lo stress come vulnerabilità emotiva: dalla mappa personale degli stressor alla regolazione.

Tolleranza del disagio emotivo: quando le emozioni non si possono risolvere, si impara a starci
Le distress tolerance skills: stare con ciò che si sente senza esserne travolti.

Dopo la diagnosi: come si costruisce davvero un trattamento
Dalla diagnosi alla formulazione condivisa del caso: la mappa viva che guida il trattamento.

L'alleanza terapeutica: costruirla, proteggerla, tenerla viva
L'alleanza come processo vivo, tra rotture e riparazioni — e ciò che la protegge dentro e fuori la seduta.
La validazione come tecnica terapeutica: riconoscere l’esperienza dell’altro
Validare non è dare ragione: i sei livelli della validazione nella DBT di Linehan.

Prima di cambiare, sentirsi compresi
La validazione come atto clinico.